George Berkeley

Kilkenny ( Irlanda ) 12 marzo 1685 – Oxford ( Regno Unito ), 14 gennaio 1753

Berkeley è sostenitore del sistema filosofico dell’immaterialismo che nega l’esistenza della materia come realtà indipendente dal pensiero. Gli oggetti della conoscenza umana non possono essere altro che idee che sono: 1) o percepite dai sensi; 2) o dalle facoltà interne; 3) o formate con l’immaginazione e la memoria unificando più idee e dando ad esse un particolare nome di cosa o di oggetto. Tali idee possono esistere solo se percepite dalla mente umana e mai come oggetti indipendenti da essa. Un’idea non può esistere senza essere pensata. Berkeley critica la teoria lockiana dell’astrazione, che afferma la possibilità di separare da più idee particolari gli aspetti che hanno in proprio da quelli che hanno in comune, giungendo a formare un’idea generale che contiene solo gli aspetti comuni senza quelli propri. A proposito della questione aristotelica degli universali, Berkeley è nominalista, ritenendo universale solo il nome dell’oggetto in questione. Infine critica la distinzione fra qualità primarie (ad esempio l’estensione ed il movimento) e qualità secondarie (ad esempio i colori ed i suoni). La teoria tradizionale afferma che le qualità primarie sono una qualità oggettiva del corpo esterno, che esiste indipendentemente dal nostro pensiero, mentre quelle secondarie sono pure e semplici idee suscitate in noi dall’azione di tali corpi sui nostri sensi. Per Berkeley è impossibile concepire l’estensione ed il movimento di un corpo separato da tutte le altre qualità sensibili.
Bibliografia: PERONE-FERRETTI-CIANCIO “STORIA DEL PENSIERO FILOSOFICO”
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